Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Di Francesco Pacelli (del 03/10/2008 @ 23:04:46, in Purtroppo e vero!!!, linkato 34 volte)
Fate girare questi video è giusto che la gente conosca la verità sui cani dell'est!!!
il link sono

Prima parte del servizio http://it.youtube.com/watch?v=EPxClym4K2s

Seconda parte http://it.youtube.com/watch?v=Uwp551_sQQY


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Di Francesco Pacelli (del 03/10/2008 @ 19:36:41, in Purtroppo e vero!!!, linkato 71 volte)

Sul traffico illegale di cagnolini che dall’Ungheria arrivano in Italia in pessime condizioni di salute, interverrà adesso la Guardia di Finanza genovese. Dopo la segnalazione fatta dalla trasmissione televisiva “Le Iene” di Italia 1 martedì sera e il servizio pubblicato ieri dal Secolo XIX sull’argomento, il comandante provinciale delle Fiamme Gialle di Genova Maurizio Tolone conferma che i suoi militari faranno accertamenti in merito sulla vicenda. Per cercare di portare alla luce gli eventuali responsabili di un commercio che, stando alle ammissioni degli stessi operatori, tocca da anni anche il capoluogo ligure.

Tutto ha inizio dal servizio mandato in onda dalle Iene all’interno del quale veniva portato alla luce un traffico sottobanco di cuccioli di cane strappati prematuramente agli allevamenti ungheresi e, in condizioni disumane, senz’acqua né luce, trasportati in Italia. Passando per due basi strategiche: Torino e Genova, appunto. Stando alle testimonianze raccolte dagli uomini di Italia 1, alcuni di questi cuccioli, una volta rivenduti, sarebbero morti dopo neppure una decina di giorni.

Sulla scia di questa segnalazione, sono stati interpellati così dal Decimonono alcuni allevatori che operano a Genova e dintorni. «Io vendo cani importati dall’Ungheria da vent’anni - spiega Santo Sanfilippo, allevatore di Apparizione - e ho sempre sentito parlare di questa situazione. È da anni che esistono importatori irregolari. Bisogna conoscere bene le persone con cui si lavora».

E, nonostante una ventiduenne genovese abbia segnalato il decesso di un piccolo chihuahua, avvenuto dieci giorni dopo averlo acquistato proprio da Sanfilippo, l’allevatore ha replicato senza tentennamenti: «Mi servo da sempre da un importatore di Parma e conosco come lavora. Quel cucciolo rientra purtroppo in quella quota fisiologica dell’un per cento di decessi».

Stessa consapevolezza anche per gli altri operatori del settore contattati: «Sono dieci anni che commerciammo cani dell’Est europa - spiegano ad esempio da Hot Dog, a Sampierdarena - Animali che arrivano con documenti, pedigree, e microchip. Bisogna diffidare di coloro che offrono cuccioli a prezzi stracciati. E soprattutto di chi, ad esempio, mette annunci sui giornali nei quali si promette la consegna a domicilio del cane richiesto. Perché una volta effettuato l’acquisto, è difficile rimettersi in contatto con il presunto allevatore».

Ora dopo che è scoppiato il caso sul traffico illegale di cani e e dopo il richiamo della presidentessa genovese dell’Enpa Rosanna Zanardi, ieri il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Genova, il colonnello Maurizio Tolone, è intervenuto: «Raccogliamo immediatamente l’input - ha detto Tolone - Chiederò ai miei uomini di occuparsi del caso, compatibilmente con le altre incombenze».

fonte: ilsecoloxix.ilsole24ore.com

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E' polemica ferocecontro l'ordine di servizio di Trenitalia con cui si vieta a partire dal 1 ottobre prossimo il trasporto sui treni dei cani di peso superiore ai 6 chili per motivi di infestazione delle carrozze da parassiti

Roma, 22 settembre 2008 - "inaccettabile" il limite di 6 kg per i cani che possono viaggiare in treno". In merito all'ordine di servizio di Trenitalia con cui si vieta a partire dal 1 ottobre prossimo il trasporto sui treni dei cani di peso superiore ai 6 chili per motivi di infestazione delle carrozze da parassiti, il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha chiesto oggi un incontro urgente all'Amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano.

"Ritengo il limite di 6 kg per il trasporto in treno dei cani - sottolinea Martini - peraltro previsto all'interno di apposite gabbie, inaccettabile e in contrasto con il diritto alla mobilità di milioni di cittadini italiani possessori di cani. In relazione alla infestazione di parassiti rilevata nei vagoni ritengo che la forte attenzione di Trenitalia al tema della salubrità degli ambienti dove viaggiano i passeggeri sia cosa meritoria e dovuta, ritengo però che i provvedimenti vadano presi nel rispetto e nella salvaguardia dell'interesse di tutti i cittadini e dunque anche dei milioni di persone che posseggono cani di peso superiore ai 6 kg e che vedono nel treno un importante mezzo di trasporto, sicuramente da incentivare".

Il limite introdotto dall'Azienda Trenitalia, secondo la Martini, "va invece nella direzione opposta e ciò potrebbe comportare per l'Azienda la perdita di una rilevante fetta di viaggiatori. I cani di peso inferiore ai 6 kg, dunque animali di piccolissima taglia o cuccioli, costituiscono infatti un numero esiguo perchè la maggior parte dei cani ha un peso medio di circa 10 kg.

Proprio in considerazione delle ricadute che il provvedimento di Trenitalia ha sul diritto alla mobilità dei milioni di cittadini detentori di animali di oltre 6 kg di peso, ho chiesto un incontro urgentissimo all'Amministratore delegato di Trenitalia, dott. Vincenzo Soprano, per rivalutare insieme il contenuto del provvedimento emesso, anche alla luce dei dati in possesso di Trenitalia in materia di trasporto degli animali, e comprendere meglio le vere cause dell'invasione di parassiti.Ritengo che per gli animali viaggiare in treno sia molto meno traumatico e rischioso rispetto al viaggiare in aereo, dove vengono trasportati in gabbie all'interno della stiva, in ambiente pressurizzato, con i rischi che ciò comporta. Inoltre, l'aereo è ancora un mezzo di trasporto costoso e quindi non alla portata di tutti i proprietari di cani. Penso anche ai tantissimi anziani e pensionati che utilizzano il treno per brevissimi viaggi insieme ai loro animali e credo che misure come quelle assunte da Trenitalia possano potenzialmente incentivare il fenomeno dell'abbandono contro il quale il governo è fortemente impegnato".


CONTRO FS PROTESTA DEGLI ANIMALISTI:IN STAZIONE CON CANI


A passeggio in stazione con i cani,
soprattutto quelli di taglia medio-grande per i quali i viaggi in treno dal primo ottobre saranno solo un ricordo, un ricorso al Tar e una denuncia contro Trenitalia. Queste le tre iniziative che saranno portate avanti dall'Aidaa, l'associazione italiana difesa animali ed ambiente, per protestare contro la decisione delle Ferrovie dello stato di non far salire i cani che pesano più di sei chili sui treni e fare salire gli altri animali solo in un trasportino e muniti di certificato veterinario per combattere le infestazioni di zecche e pulci.

Un ordine di servizio, quello di Fs, che per l'Aidaa è "assolutamente ridicolo" e che "va contro le più elementari norme di tutela degli animali. Per questo motivo l'associazione lancia tre iniziative di natura legale e di protesta contro una decisione che di fatto, oltre "a creare discriminazione tra i viaggiatori proprietari di cani e di altri animali, aiuterà sensibilmente ad accrescere l'abbandono dei cani specialmente nei mesi estivi". Aidaa impugnerà legalmente davanti al Tar la decisione delle Ferrovie in quanto lesiva dei diritti dei viaggiatori proprietari di animali, e domani mattina presenterà denuncia contro Trenitalia per violazione della legge contro il maltrattamento di animali, per istigazione all'abbandono e maltrattamento di animale.

L'associazione ha già aperto una petizione online con la quale si chiede alle Ferrovie di revocare, prima dell'entrata in vigore, l'ordinanza di divieto di accesso ai treni ai cani di media e grossa taglia che pesano più di sei chili e ha chiamato a raccolta tutti gli amanti ed i proprietari dei cani che domenica 12 ottobre scenderanno in piazza, anzi in stazione, per una giornata nazionale di protesta contro la decisione delle Ferrovie italiane. L'obiettivo è quello di riempire le stazioni ferroviarie d'Italia dalle 10 alle 12 di persone con il cane al seguito, meglio se di 'stazza' robusta. A Milano Centrale, Roma Termini e Firenze Santa Maria Novella, gli amanti dei cani passeggeranno, Fido al seguito, "per protestare contro questa assurda decisione delle ferrovie alla quale - dice il presidente Croce - occorre dire basta ed invece lavorare nella direzione diametralmente opposta".

Inoltre, denuncia l'associazione, le Fs mentre da una parte decidono di vietare l'accesso ai treni ai cani di media e grossa taglia, dall'altra "hanno inviato una multa di 11 euro per interruzione di pubblico servizio alla signora Franca Cavalera di Caronno Pertusella, socia Aidaa che lo scorso 25 luglio era stata vittima di un'abuso opposto rispetto alle decisioni prese dalle ferrovie. In quell'occasione, giorno di sciopero nazionale, la signora Cavalera alla stazione di Roma Termini era stata fatta scendere dall'Eurostar Roma-Milano perchè, pur essendo in possesso del biglietto regolarmente emesso dalle stesse ferrovie, viaggiava sul treno con il proprio cucciolo di Cavalier King chiuso in un marsupio dal quale usciva solo la testolina".

"In poche parole la signora - denuncia l'Aidaa - in giorno di sciopero nazionale, pur avendo pagato il biglietto si era vista buttata giu dal treno in quanto insieme ad un cane di piccola taglia ed ora viene pure multata per avere ritardato la partenza di un treno Eurostar". L'associazione ha deciso di sostenere la signora nel ricorso al giudice di Pace "contro la ingiusta sanzione e per chiedere i danni morali e materiali alle ferrovie".

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Di Francesco Pacelli (del 23/09/2008 @ 19:29:15, in curiosit, linkato 51 volte)
Viene colto da attacco cardiaco, perde conoscenza e il suo cane Rocky, pensando di proteggerlo, non fa avvicinare nessuno. La figlia, dopo essere stata quasi morsa tentando di soccorrere il padre, ha chiamato i carabinieri che, constatata l'impossibilità di avvicinarsi e data l'urgenza di intervenire sull'uomo a terra, hanno abbattuto l'animale con un colpo di pistola. Per Cesare Anghinoni, 69 anni, comunque, non c'è stato nulla da fare. Il fatto è avvenuto nel primo pomeriggio di ieri nell'abitazione di Anghinoni, in Vicolo di Mezzo a Calvatone (Cremona).

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Di Francesco Pacelli (del 22/04/2008 @ 21:46:38, in Purtroppo e vero!!!, linkato 133 volte)

Provvedimento choc del governo di Seul: Fido diventa «bestiame». Già oggi è servito in molti ristoranti

SEUL (Corea del Sud) - La città di Seul sta pensando di includere i cani tra gli animali considerati «bestiame». La carne del migliore amico dell’uomo è già di fatto servita in diversi ristoranti della capitale sudcoreana, nonostante una legge del 1984, che la definisce «cibo ripugnante», lo vieti. Ora l’amministrazione municipale di Seul sta pensando di classificare i cani come bestiame perché ritiene che così almeno renderà possibile assicurarsi che vengano trattati e macellati in modo più umano e igienico. 

ANIMALISTI IN SUBBUGLIO - La proposta, che verrà inviata al governo il mese prossimo, ha però provocato la rabbia delle associazioni locali per la difesa degli animali, che stanno organizzando proteste e diffondendo petizioni online. A Seul esistono 500 o 600 ristoranti specializzati in carne di cane, secondo il giornale JoongAng Daily. Tra i piatti più popolari c’è la gaejangguk, una zuppa di carne di cane ritenuta energizzante e richiesta soprattutto in estate. «I medici dicono che è una pietanza ottima per rimettersi in forma dopo un’operazione o curare le ossa rotte — ha detto un tassista al reporter —. La carne è morbida, è come se si sciogliesse sulla lingua». Insieme ad alcune erbe, è anche usata per preparare la gaesoju, una bevanda che si ritiene abbia proprietà medicinali.

CIBO E DIVIETO DI TORTURA - «Ci hanno detto che in estate l’anno scorso sono stati venduti 5-6 milioni di pietanze a base di carne di cane», ha detto Oh Jae-ho, funzionario del dipartimento per la sicurezza alimentare di Seul. «Semplicemente non abbiamo gli uomini per controllare ogni ristorante. Dal momento che molte persone consumano carne di cane, pensiamo che la cosa migliore sia affrontare la questione apertamente per il bene della salute pubblica». In Corea del Sud è anche in vigore dal 1991 una legge che proibisce la tortura degli animali, ma non vieta di ucciderli per cibarsene, ha spiegato Park Yong-chuin, un funzionario del dipartimento sulla gestione degli animali.

75 EURO AL PEZZO - Secondo un piccolo sondaggio informale condotto dal reporter Brian Lee in un mercato nel centro di Seul, il prezzo per un cane intero (già pronto per essere cucinato) va dai 120.000 ai 200.000 won (tra i 75 e i 126 euro). Vengono tenuti ammassati in gabbie spesso sporche, afferma il reporter. Ci sono cani bastardi allevati appositamente per essere macellatiun macellaio in azione a Seul. Avvertenza: immagine forte), ma uno dei macellai ha raccontato che a volte i padroni gli consegnano animali domestici di cui vogliono sbarazzarsi. Oltre a garantire controlli governativi, l’emendamento proposto dalla città di Seul proibirebbe che i cani tenuti in casa non possano essere macellati. «La gente penserà che mangiare carne di cane va bene», afferma però Gum Seon-ran, presidente della Società coreana per la protezione degli animali. «Il cane è l’animale più simile all’uomo. Un bollo ufficiale del governo (sulle confezioni di carne di cane, ndr) è il segnale sbagliato». Durante le Olimpiadi del 1988 a Seul (e anche in seguito) le associazioni per la difesa degli animali (tra cui Peta) hanno messo sotto pressione il governo sudcoreano chiedendo che impedisca ai cittadini di consumare la carne di cane. Il ministero ha assicurato che la nuova proposta "è solo un’idea della città. Noi non siamo stati consultati».

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Di Francesco Pacelli (del 22/04/2008 @ 21:40:29, in Purtroppo e vero!!!, linkato 874 volte)

Dilaga nel web la campagna di boicottaggio all'artista costaricano Guillermo Habacuc Vargas

MILANO - E' un po' il limite di certe petizioni che alla fine si trasformano in vere e proprie catene di Sant'Antonio. Si diffondono in maniera esponenziale, animate magari da nobili intenti e dalla volontà di appoggiare battaglie di civiltà o di semplice buon senso. Tuttavia, in questo loro procedere a valanga, finiscono talvolta per travolgere anche certe cautele che dovrebbero essere d'obbligo prima di abbracciare «cause giuste». Come quella che a circa due milioni di persone nel mondo deve essere sembrata la battaglia a sostegno di Navidad, il cane protagonista di una sconcertante «opera d'arte» che ha fatto finire l'artista che l'ha ideata, Guillermo Habacuc Vargas, originario del Costa Rica, al centro di un movimento di protesta senza frontiere.

ANCHE LA UE IN CAMPO - La vicenda non è di oggi, ma a distanza di parecchi mesi, continua a tenere banco. E a coinvolgere un numero sempre maggiore di cittadini qualunque e istituzioni. La Commissione Ue, per dire, attraverso il commissario italiano Franco Frattini, si è impegnata a valutare un eventuale messa al bando dal territorio europeo dell'artista, già da più parti bollato come «torturatore».

SOFFERENZA IN MOSTRA - Vargas un paio d'anni fa ebbe l'idea di illustrare in maniera molto realista la sofferenza di un cane lasciato a morire di fame e di sete, metafora della vita e dell'indifferenza umana. E per rendere il concetto pensò bene di recuperare per la strada un randagio piuttosto malmesso (secondo alcune ricostruzioni pagò dei ragazzini di strada affinché gliene procurassero uno) a cui infliggere un'ulteriore sofferenza: restare legato ad una catena all'interno di una galleria d'arte senza essere alimentato per l'intera durata della rassegna, la Bienal Costarricense de Artes Visuales. Secondo quanto riportato da alcuni giornali sudamericani, il cane morì all'indomani della conclusione della manifestazione, nel corso della quale era rimasto a fare «cattiva» mostra di sè davanti agli occhi degli attoniti visitatori, a cui sarebbe stato espressamente vietato di aiutarlo portandogli cibo o acqua. Smagrito, barcollante, triste. Appare così Navidad nelle foto che da tempo circolano nel web. Eppure nessuno - almeno stando a quanto riportato dalle cronache - aveva avuto l'istinto di violare le regole, di allungare un tozzo di pane o addirittura recidere quella catena e liberare il povero animale.

LE SMENTITE - Erano stati alcuni quotidiani locali e alcuni blog a diffondere la notizia della morte di Navidad a seguito dell'inedia a cui era stato forzosamente costretto. Il direttore della galleria che aveva ospitato l'«opera» si era però difeso sostenendo che la mostra restava aperta solo tre ore al giorno e che nel resto della giornata il cane veniva regolarmente accudito e alimentato. Una giustificazione che secondo molti faceva però a pugni con l'aspetto davvero poco rassicurante dell'animale. Di cui poi non si era più saputo nulla al termine della kermesse. Che fine aveva fatto? Semplicemente, era stato detto, il trovatello era riuscito a scappare.

«CONTRO L'INDIFFERENZA» - Lo stesso artista aveva cercato di replicare alle accuse, spiegando che il suo non era un accanimento contro un essere indifeso, bensì un tentativo di mostrare la sofferenza a cui sono sottoposti migliaia di cani, soli e abbandonati a se stessi e di cui nessuno si preoccupa. «Nella mia città natale, San José, decine di migliaia di loro muoiono per le strade senza che qualcuno dia loro una seconda chance - aveva detto Vargas -. La mia opera voleva evidenziare l'ipocrisia che c'è in noi. Navidad era proprio uno di quei cani che sarebbe morto per le strade».

BUFALA O VERITA'? - Difficile a questo punto accertare se il cane sia effettivamente morto per le sofferenze aggiuntive subite nel corso della mostra - che in ogni caso non si sbaglia nel definire una inutile crudeltà - o se, come si giustificano gli ideatori della rassegna, sia effettivamente fuggito cercando altrove la propria sorte. Un'indagine in questo senso era stata condotta nel novembre anche dal giornalista e blogger Paolo Attivissimo, investigatore del web a cui è spesso riuscita l'impresa di evidenziare falsi e tarocchi realizzati a mezzo Internet. Attivissimo, pur evidenziando tutte le contraddizioni emerse, aveva concluso di non poter definire questa vicenda come «bufala», malgrado da nessuna parte si trovi la prova provata dell'effettiva morte dell'animale. Lo stesso, però, ritiene che «la spiegazione più probabile (ma non certa) è che il cane non sia stato maltrattato come descrive l'appello, ma che l'artista abbia fatto una provocazione male interpretata e non si sia reso conto delle possibili conseguenze mediatiche della provocazione».

CAMPAGNA DI BOICOTTAGGIO - Quello che è certo è che mister Habacuc è ora al centro di un movimento di protesta internazionale che attraverso una petizione online si propone un nuovo obiettivo: boicottare la Biennale Centramericana d'Arte in Honduras, dove l'artista è stato invitato (assieme ad altri) in qualità di rappresentante ufficiale del Costa Rica. Al momento di stendere queste righe, le firme contro di lui risultano essere quasi un milione e settecentomila e l'ultima, la numero 1691722, arriva dall'Italia, dalla bolognese Laura Aloisi. Ma è sufficiente fare un refresh della pagina ogni dieci secondi (o anche meno) per rendersi conto di come il movimento anti-Vargas stia espandendosi a macchia d'olio e in maniera incontrollata. Del resto, come spiegano anche gli autori del messaggio email che in questi giorni ha ricominciato a circolare con insistenza, dare la propria adesione non costa nulla e bastano davvero pochi istanti. «Se perdiamo il tempo rinviando sciocchezze in cui nessuno crede - si legge nell'appello -, possiamo allora dedicare un po' di quello tempo a cercare di evitare che un altro animale innocente soffra la crudeltà di questo o di altri sadici esseri umani». Che a Navidad quella triste sorte sia toccata davvero o se sia riuscito effettivamente a fuggire - e al limite a trovare la sua morte magari sempre per inedia ma in libertà e non legato ad una catena in un museo - a questo punto appare secondario. Vargas voleva denunciare l'indifferenza di fronte alle sofferenze degli animali. Questi due milioni di no sono forse la più evidente dimostrazione di come si sbagliasse.

fonte corriere.it

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Di Francesco Pacelli (del 16/12/2007 @ 10:50:05, in curiosit, linkato 211 volte)

San Salvo(Chieti)

Un cane ha salvato i padroni da un incendio scoppiato in seguito ad un corto circuito, ma e' morto asfissiato. E' successo all'alba di oggi a San Salvo (Chieti), dove gia' i cittadini parlano di cane eroe.  Erano le 5,30 del mattino quando in un'abitazione di Vico Umberto I, vicino al mercato coperto, si e' sviluppato un principio d'incendio per il difettoso funzionamento della presa elettrica di una tv. In cucina, dove si trovava l'apparecchio, c'era il bastardino che, raccontano i vicini, si e' messo ad abbaiare insistentemente, risvegliando i padroni, una coppia di coniugi e il loro figliolo, che dormivano nelle loro stanze. La famiglia e' riuscita a dare l'allarme e a mettersi in salvo, ma non il cane. Quando i vigili del fuoco di Vasto (Chieti), hanno infatti domato il rogo, hanno trovato in un cantuccio della cucina il cane, privo di vita. Era morto per asfissia. L'episodio ha commosso tutto il paese, a conferma del detto che il cane e' per davvero l'amico piu' fedele dell'uomo.

fonte: repubblica.it

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Di Francesco Pacelli (del 29/10/2007 @ 11:38:04, in Purtroppo e vero!!!, linkato 321 volte)

Pare che Guillermo Habacuc Vargas, nato in Costarica, goda come artista di notevole fama, almeno dalle sue parti. Dovrebbe essere uno dei rappresentanti del suo Paese nella Biennale Centroamericana del 2008, in Honduras. Per quel che mi riguarda, e in base alle notizie che ho avuto, Guillermo Habacuc Vargas è un poco di buono, anzi è tutto cattivo.

Appartiene al filone dei provocatori che elevano al rango di creazione artistica qualsiasi eccentricità e stravaganza, gradevole o sgradevole che sia. Anche chi non ha nessuna simpatia per questi ribelli, siano essi graffitari o dipintori in rosso della fontana di Trevi o impiccatori di manichini, deve almeno riconoscere loro linnocuità. Non compiono atti di violenza, contro nessuno. Il citato Habacuc sè invece reso colpevole duna infamia che lha additato al disprezzo e allindignazione di quanti ne hanno avuto notizia. In un quartiere periferico di Managua ha catturato, con laiuto di cinque ragazzini cui è spettata poi una mancia, un mite cane randagio, e lha esposto in una galleria darte (si fa per dire) con la scritta Un perro enfermo, callejer , un cane di strada malato. La povera bestia era legata a una catena, e a qualche metro di distanza lorribile Guillermo aveva collocato una ciotola di cibo, non raggiungibile.

Lopera darte consisteva nellesibizione mostruosa di questa sofferenza e di questa agonia. Ovviamente allanimale è stata negata, insieme al nutrimento una qualsiasi assistenza medica. Alcuni visitatori della mostra si avvicinarono all artista per chiedergli che liberasse il cane. Ma lui rifiutò decisamente, non poteva permettere che il suo capolavoro fosse pregiudicato da intromissioni destranei. Vargas è un mascalzone e probabilmente anche un pazzo. Sono strettamente consigliabili nei suoi confronti, misure cautelari. Una delle quali potrebbe consistere nel tenerlo legato a una catena, senza cibo.

Ma laspetto più sconvolgente di questa storia non sta nel sadismo dun personaggio da film horror. Sta nella indifferenza, o nella protesta solo blanda, di coloro che hanno visitato lesposizione. Sta nellinazione delle autorità -magistratura e polizia-cui spetta il compito di impedire gesti disumani. Sta soprattutto nellipocrisia con cui il Madc (Museo de arte y diseno contemporaneo) legittima la sua stima per Habacuc Vargas e la mancanza duna qualsiasi deplorazione per la sua crudeltà. Il Madc rifiuta ogni intervento, a cominciare dalla cancellazione dellHabacuc dal catalogo della Biennale Centroamericana del 2008. Si atteggia a difensore e protettore delle libertà intellettuali e artistiche. Unopera anche se discussa e discutibile- sta scritto in un comunicato-deve servire di spunto per opinioni diverse, e sia pure contrarie, però non devemai dare spunto a censura.

fonte: il giornale.it

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Di Francesco Pacelli (del 29/10/2007 @ 11:23:56, in Qualcosa di Bello, linkato 222 volte)

Si è spento a 80 anni mons. Mario Canciani. Sostenne che anche le bestie possono accedere al regno dei Cieli

ROMA - Se ne è andato in punta di piedi a 80 anni mons. Mario Canciani, lo storico parroco di San Giovanni dei Fiorentini, che aveva aperto questa bellissima chiesa romana agli animali domestici: gatti, cani, uccellini. Il fatto straordinario delle messe da lui celebrate a pochi passi dal Vaticano era che gli «amici dell'uomo» si comportavano benissimo, senza mai disturbare la liturgia, come fossero consapevoli del grande dono che il parroco aveva fatto a padroni e padroncini permettendo la loro presenza.

GESU' VEGETARIANO - Già assistente diocesano dell'Azione Cattolica, don Canciani aveva preso pubblicamente le difese degli agnelli che finiscono in tavola nelle feste pasquali, sostenendo da biblista che Gesù era vegetariano. Una tesi che Benedetto XVI ha accreditato quest'anno nell'omelia del Giovedì Santo, confermando la vicinanza del Messia agli Esseni, un gruppo che notoriamente non si cibava di carne. Con il card. Ratzinger, che spesso arrivava fino all'inizio di via Giulia nelle sue passeggiate, Canciani condivideva l'amore per gli animali, soprattutto per i gatti, che ospitava in gran numero nella sua canonica.

ANIMALI IN PARADISO - Anche Paolo VI aveva dato ragione a Canciani, quando tanti anni fa il prete sostenne tra i primi che gli animali vanno in Paradiso. Don Mario è stato inoltre per 26 anni il confessore di Giulio Andreotti. Negli ultimi anni, raggiunto il limite massimo di età, aveva lasciato la parrocchia e si era ritirato nella casa per i preti anziani della diocesi di Roma.

fonte: corriere.it

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Di Francesco Pacelli (del 11/10/2007 @ 10:42:42, in Purtroppo e vero!!!, linkato 206 volte)

Ancora testimonianze dall'industria della vivisezione..

Per diverse settimane Suzanne Verbeek (38) ha lavorato nell'allevamento di animali per la vivisezione Harlan, ad Horst, in Olanda. Ha iniziato il suo lavoro nella sezione dove vengono allevati porcellini d'India e conigli. Alle sette del mattino era davanti al cancello di Harlan, pronta per la sua prima giornata di lavoro.

Come sei finita ad Harlan?
Ho trovato l'impiego da Harlan attraverso un'agenzia di lavoro interinale.
Mi chiesero se volevo lavorare con gli animali.
Mi sembro' una splendida opportunita' visto che amo gli animali.
Ma poi, quando ti trovi li dentro vedi tutti quegli scompartimenti allineati contro il muro, che sostengono gabbie bianche in plastica.
Ero stata mandata nel settore dei porcellini d'India, e li' li potevi vedere, migliaia di queste piccole creature.

Ma in quel momento, sapevi gia' dove ti trovavi? Sapevi che Harlan e' un allevamento di animali per l'industria della vivisezione?
No. L'unica cosa che mi era stata detta dall'agenzia era che avrei dovuto prendermi cura degli animali in un allevamento. Chiesi ai miei colleghi cosa avrebbero fatto con i porcellini d'India ed e' cosi' che scoprii che erano destinati ai laboratori. Le scatole misuravano solo 60X40 centimetri ma erano letteralmente piene zeppe di porcellini d'India. In una piccola scatola c'erano 60 piccoli porcellini d'India oppure 30 esemplari piu' grandi. Io dovevo pulire le scatole e spostare gli animali da una scatola all'altra. Prendevo le madri incinta con due mani e le mettevo dolcemente nell'altra scatola. Ma questo non andava bene perche' cosi' ero troppo lenta. I miei colleghi mi dissero di maneggiare gli animali il piu' in fretta possibile. Prendevano tre porcellini d'India in ogni mano e li lanciavano nelle scatole. Gli animali strillavano.

Ma ce la facevi comunque ad andare avanti. Qual'e' stata l'esperienza piu' terribile?
Nel weekend non c'era quasi nessun dipendente. Davano da mangiare una o due volte e controllavano se c'era abbastanza acqua. Quando arrivavo il lunedi' mattina c'era un nauseante puzzo di ammoniaca. Le gabbie erano piene di urina e escrementi. E gli animali erano sporchi. Dovevo tirar fuori gli animali dalle gabbie; tra di loro c'erano anche madri incinta e i cuccioli appena nati.
Ogni giorno morivano molti animali. Specialmente durante i weekend. Era la parte peggiore. Dovevo pulire. Non riuscivo a smettere di piangere quando dovevo buttare gli animali morti nella spazzatura. E' terribile.
Mi venivano degli incubi a causa di cio' che vedevo li' dentro.
Gli animali si mutilavano tra di loro, le madri mordevano i loro cuccioli fino a farli morire. Alcuni staccavano la testa ad un altro animale a morsi, a volte trovavi delle zampe amputate, o persino animali che erano completamente sbudellati. E' la condizione perpetua di stress che porta questi animali a mangiare i propri cuccioli.

Quanti porcellini d'India sono rinchiusi ad Harlan Horst?

I porcellini d'India sono tenuti in gabbie di plastica piazzate su grossi ripiani, con sei file una sopra l'altra. Ci sono almeno 10.000 animali.

Hai lavorato anche con altri animali?
Ho lavorato per poco tempo nella sezione conigli. Dove c'erano 400 conigli. Gli animali erano tenuti in gabbie di acciaio senza nessuna lettiera. Le gabbie erano incastrate una sopra l'altra. Le feci cadevano sugli animali delle gabbie piu' in basso. Qui vidi una donna che stava lavorando con alcuni conigli. Le chiesi cosa stava facendo. Rispose che stava facendo dei prelievi di sangue. Prese una grossa siringa e la infilzo' direttamente nel cuore di uno dei conigli. Senza anestesia, direttamente nel suo piccolo corpo, nel cuore. "Perche'?", le chiesi. "Non puo' essere fatto usando una delle arterie?". La mia collega rispose che "il sangue deve venire direttamente dal cuore".
Queste persone non si ponevano nessun problema, erano diventate fredde e insensibili.

La salute degli animali era buona?

No. C'erano anche animali malati. I conigli malati venivano separati dagli altri. Dovevo preparare delle scatole, riempirle di paglia e dare agli animali del cibo e un liquido simile a gel da bere. I conigli malati venivano spediti in Inghilterra. I porcellini d'India malati venivano lasciati morire e poi buttati in sacchi della spazzatura.

Perche' hai lasciato questo lavoro?
Ho lavorato li' per 4-5 settimane. Non potevo piu' sopportare quella situazione. Mentalmente mi stava distruggendo. Non riuscivo a dormire la notte. A casa continuavo piangere. Mio marito mi consiglio' di prendere una decisione dicendomi: "Sei troppo umana per fare questo genere di lavoro". Il modo in cui trattano gli animali; il modo in cui prendono i conigli per le orecchie e li mettono in scatole per trasportarli nei laboratori di vivisezione e' inaccettabile. Ancora oggi mi sento in colpa per ogni giorno che ho lavorato in quel posto.


Fonte: Promiseland

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